Il rame (Cu) e l’acqua

Il rame è presente naturalmente nelle rocce e nei suoli, ma concentrazioni elevate di rame al rubinetto domestico derivano comunemente dalla corrosione dei materiali contenenti rame degli impianti idraulici. Il rame viene inoltre impiegato intenzionalmente in alcuni alghicidi a base di rame per controllare le alghe nei bacini idrici e in altri corpi idrici.

Apparecchiature per il trattamento dell’acqua e un campione che illustrano la presenza di rame nell’acqua e il suo trattamento.

Rame proveniente dagli impianti idraulici

La quantità di rame rilasciata da tubi, raccordi e altri componenti dell’impianto idraulico dipende dalla composizione chimica dell’acqua e da condizioni quali pH, alcalinità, tempo di ristagno e temperatura. Un cambiamento dell’acqua di approvvigionamento o del trattamento può influire sulla corrosività; pertanto, le misurazioni del rame presso l’impianto di trattamento potrebbero non rappresentare le concentrazioni a ogni rubinetto. Il campionamento ai rubinetti e l’esame dei materiali dell’impianto idraulico possono aiutare a individuare la fonte.

Limiti per l’acqua potabile e aspetti sanitari

Concentrazioni elevate di rame possono conferire un sapore metallico e causare effetti gastrointestinali. I valori normativi variano a seconda della giurisdizione e possono prevedere regole diverse per il campionamento e la verifica della conformità. Per esempio, la Lead and Copper Rule dell’EPA statunitense prevede un livello di intervento per il rame di 1,3 mg/L, valutato al 90° percentile dei campioni prelevati ai rubinetti sottoposti a monitoraggio; si tratta di un livello di intervento previsto dalla normativa statunitense, non di un limite universale né di un valore obiettivo all’uscita dell’impianto di trattamento. Verificare i requisiti dell’autorità locale competente.

Rame nei bacini idrici e nelle acque di approvvigionamento

Il solfato di rame e altri prodotti a base di rame sono stati utilizzati come alghicidi in alcuni corpi idrici gestiti. Il loro impiego richiede un’attenta valutazione: il rame può danneggiare gli organismi acquatici e l’eliminazione dei cianobatteri può rilasciare nell’acqua il contenuto delle cellule, comprese le tossine. Le approvazioni dei prodotti, le autorizzazioni e le indicazioni operative variano a seconda del luogo. I gestori delle acque di approvvigionamento devono rispettare i requisiti locali e considerare gli effetti sul successivo trattamento dell’acqua potabile.

Gestione del rame nell’acqua

Per il rame proveniente dagli impianti idraulici, i gestori del servizio idrico possono valutare e controllare la corrosività a livello di sistema, mentre i proprietari degli edifici potrebbero dover esaminare le condizioni degli impianti idraulici locali. Quando occorre rimuovere il rame da un processo o da un flusso d’acqua, i possibili metodi comprendono precipitazione e filtrazione, scambio ionico, adsorbimento o trattamento a membrana. Il metodo più adatto dipende dalla concentrazione e dalla speciazione del rame, dal pH, dagli ioni concorrenti, dalla portata e dalla gestione dei residui; verificarne le prestazioni analizzando l’acqua trattata.

Ultima revisione: 3 novembre 2026 a cura di Lenntech.

Fonti e approfondimenti