Storia dell'effetto serra e del riscaldamento globale

Storia sull'effetto serra e sul riscaldamento globale

Svante Arrhenius (1859-1927) era lo scienziato svedese che fu il primo a sostenere nel 1896 che la combustione di combustibile fossile potrebbe provocare un aumento del riscaldamento globale. Egli propose una relazione fra la concentrazione di anidride carbonica e la temperatura atmosferica. Stabili' che la temperatura suprficiale media della terra è circa 15 gradi C, a causa della capacita' di assorbimento delle radiazioni infrarosse del vapore acqueo e dell'anidride carbonica, detto effetto serra naturale. Arrhenius suggeri' che un raddoppio della concentrazione di CO2 porterebbe ad un aumento termico di 5 gradi C.
Lui e Thomas Chamberlin stimarono che le attività umane potrebbero scaldare la terra aggiungendo anidride carbonica all'atmosfera. Tale ricerca fu un sottoprodotto della ricerca sull'effetto dell'anidride carbonica sulla grande era glaciale. Ciò non fu realmente verificato fino al 1987.

Dopo le scoperte di Arrhenius e Chamberlin il soggetto fu dimenticato per lungo tempo. A quel tempo si pensava che le forze umane erano insignificanti in confronte a quelle naturali, come l'attivita' solare e la circolazione oceanica. Inoltre si pensava che gli oceani fossero dei serbatoi di carbonio talmente grandi
che avrebbero automaticamente annullato il nostro inquinamento. Il vapore acqueo veniva visto come un gas serra molto più influente.

Nei 1940's ci furono sviluppi nella spettroscopia infrarossa per la misurazione di radiazioni ad alta lunghezza d'onda. A quel tempo fu dimostrato che un aumento della quantità di anidride carbonica atmosferica risulta in un maggiore assorbimento di radiazione infrarossa. Fu inoltre scoperto che il vapore acqueo assorbiva radiazioni di tipo completamente diverso rispetto alle radiazioni dell'anidride carbonica. Gilbert Plass riassunse tali risultati nel 1955. Egli concluse che un aumento dell'anidride carbonica nell'atmosfera intercetterebbe la radiazione infrarossa che verrebbe altrimenti persa nello spazio, riscaldando la terra.

La teoria secondo la quale gli oceani assorbirebbero la maggior parte del'anidride carbonica era ancora incontrastata, ma negli anni 50 fu provato che l'anidride carbonica ha un ciclo di vita atmosferico di circa 10 anni. Inoltre non era ancora noto che cosa accadrebbe ad una molecola di anidride carbonica dopo che si fosse dissolta nell'oceano. Forse la capacita' di ritenzione dell'anidride carbonica da parte degli oceani era limitata, o l'anidride carbonica poteva essere trasferita nuovamente all'atmosfera dopo un certo tempo. La ricerca ha indicato che l'oceano non potrebbe mai consentire una completa dispersione per tutta l'anidride carbonica atmosferica. Si pensa che soltanto quasi un terzo della CO2 antropogenica sia assorbita dagli oceani.
Verso la fine degli anni 50 e l'inizio degli anni 60 Charles Keeling uso' le tecnologie più moderne disponibili per estrapolare delle curve di concentrazione per la CO2 atmosferica in Antartide e Mauna Loa. Tali curve sono diventate uno dei maggiori simboli del riscaldamento globale. Tali curve mostrarono una tendenza di diminuzione della temperatura annuale globale dal 1940 agli anni 70. Allo stesso tempo una ricerca sui sedimenti oceanci indico' che ci furono non meno di 32 cicli freddo-caldo durante gli ultimi 2.5 milioni di anni, piuttosto che soltanto 4. Di conseguenza, comincio' a svilupparsi il timore che una nuova era graciale
potrebbe essere prossima. I media e molti scienziati hanno ignorato i dati scientifici degli anni 50 e degli anni 60 che sostenevano un raffreddamento globale.

In the 1980's, finally, the global annual mean temperature curve started to rise. People began to question the theory of an upcoming new ice age. In the late 1980's the curve began to increase so steeply that the global warming theory began to win terrain fast. Environmental NGO's (Non-Governmental Organizations) started to advocate global environmental protection to prevent further global warming. The press also gained an interest in global warming. It soon became a hot news topic that was repeated on a global scale. Pictures of smoke stags were put next to pictures of melting ice caps and flood events. A complete media circus evolved that convinced many people we are on the edge of a significant climate change that has many negative impacts on our world today. Stephen Schneider had first predicted global warming in 1976. This made him one of the world's leading global warming experts.

Nel 1988 fu infine riconosciuto che dal 1980 il clima era più caldo di quanto fosse mai stato precedentemente. Per la prima volta fu citata la teoria dell'effetto serra e fu fondato un pannello intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) dal programma ambientale delle Nazioni Unite e dall'organizzazione meteorologica mondiale. Tale organizzazione prova a predire le conseguenze dell'effetto
serra secondo i modelli climatici e le informazioni esistenti. Il pannello consiste in più di 2500 scienziati ed esperti tecnici provenienti da più di 60 paesi di tutto il mondo. Gli scienziati provengono dai settori di ricerca molto diversi compresi climatologia, ecologia, economia, medicina, ed oceanografia. L'IPCC e' considerato il più grande progetto scientifico di cooperazione nella storia. L'IPCC ha redatto i rapporti sui cambiamenti climatici nel 1992 ed nel 1996, e l'ultima versione modificata nel 2001.

Negli anni 90 gli scienziati cominciarono a mettere in discussione la teoria dell'effetto serra, a causa delle rilevanti incertezze nei dati e nei modelli risultanti. Essi contestarono i fondamenti della teoria, che erano dati delle temperature globali annuali medie. Essi ritenevano che le misure non fossero effettuate inmodo corretto e che mancavano i dati dagli oceani. Le tendenze di raffreddamento non erano spiegate dai dati sul riscaldamento globale ed i satelliti mostravano regustrazioni termiche completamente diverse da quelle iniziali. Comincio' a svilupparsi l'idea che i modelli di riscaldamento globale avevano sopravvalutato la tendenza al riscaldamento dei 100 anni scorsi. Ciò indusse l'IPCC a rivedere i propri dati iniziali sul riscaldamento globale, ma cio' non li indusse a riconsiderare se tale tendenza esiste realmente. Sappiamo ora che il 1998 fu globalmente l'anno più caldo sulle registrazioni, seguito da 2002, 2003, 2001 e 1997. I 10 anni più caldi si registrarono tutti dal 1990.

Le registrazioni climatiche dell'IPCC sono tuttora contestate da molti altri scienziati, causando nuove ricerche e frequenti risposte agli scettici da parte dell'IPCC. Questa discussione sul riscaldamento globale sta continuando ancora oggi ed i dati sono costantemente controllati ed aggiornati. Anche i modelli vengono aggiornati ed adattati alle nuove scoperte e teorie.

Finora non sono state approntate molte misure per fare qualcosa circa i cambiamenti climatici. Ciò deriva in gran parte dalle gravi incertezze che ancora circondano la teoria. Il cambiamento climatico è anche un problema globale difficile da risolvere dai singoli paesi, quindi nel 1998 fu stipualto il protocollo di Kyoto a
Kyoto, in Giappone. Esso richiede che i paesi partecipanti riducano le proprie emissioni antropogeniche di gas serra (CO2, CH4, N2O, HFCs, PFCs, e SF6) a livelli almento inferiori del 5% inferiore rispetto ai livelli del 1990 nel periodo di impegno che va dal 2008 al 2012. Il protocollo di Kyoto fu finalmente firmato a Bonn da
186 paesi nel 2001. Parecchi paesi come gli Stati Uniti e l'Australia si sono pero' successivamente ritirati.

Dal 1998 in poi la terminologia sull'effetto serra comincio' a cambiare come conseguenza dell'influenza dei media. L'effetto serra come termine fu usato sempre meno e la gente comincio' a riferirsi a tale teoria come riscaldamento globale o cambiamento di climatico.

Da: Maslin, M., Global Warming, a very short introduction. Oxford University Press, Oxford 2004

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